![]() | |||||||||||
gare 2009La mia FirenzeAutore: Gianni PirasLA MIA FIRENZE Vorrei con queste poche righe condividere con chi era a Firenze e con chiunque corra quelle che sono le sensazioni e le emozioni che una maratona puo dare. Maratona intesa come sfida personale con se stessi e naturalmente con il cronometro. Partenza delle famiglie Piras e Massidda al completo per Firenze venerdi mattina e ritiro pettorale in serata, siamo un po stanchi ma pronti per la pizza, il contorno e non puo´ mancare la birra per suggellare il tutto. Sabato siamo in giro per gli uffizi e cerchiamo con la cultura di stemperare un po´ di tensione che gia´ inizia ad affiorare come un dolore al polpaccio sx arrivato dal niente. Finalmente dopo tanto arriva il giorno della gara: sveglia tardi colazione normale e via a prendere l´autobus per la partenza.Ci siamo per me e´ la seconda maratona dopo quella fatta 2 anni fa´ tra una partita di calcio e l´altra, non so cosa posso fare per cui parto prudente e per i primi dieci km in mezzo a una marea di gente cerco di capire qual´e´ il mio passo senza riuscirci per cui mi faccio trainare da una ragazza credo sarda con una canotta gialla e i quattro mori sulle spalle (grazie). Arriviamo intorno al 15 km , le gambe girano bene, il polpaccio fa male ma decido che non me ne importa niente voglio rischiare mi porto sui 5 a km anche se potrei forzare un po´ e continuo cosi per circa 10 km sin quando vedo, poco piu´ avanti una canotta rossa e´ Agostino che viaggia al suo ritmo buono e tranquillo mi dice 2 o 300 mt piu avanti ci sono Gianni e Sandro al che parto subito per tentare il recupero abbasando ancora il ritmo a 4.55 a km. Intorno al 28km vedo i due che viaggiano poco distanti purtroppo per Gianni non e´ giornata mentre Sandro e´ bello pimpante e appena lo sorpasso mi risponde con un controsorpasso con annesso allungo che nonostante il mio km a 4.28 mi lascia un po´ sconsolato, riprendo il mio ritmo quando dopo un po vedo, la sagoma di Sandro sempre piu´ grande: ha rallentato, lo raggiungo senza forzare e proseguo al mio ritmo sempre sui 5 a km. Passano i 30 e i35senza grossi patemi, al 37 raggiungo Luciano che mi dice di andare perche ha un problema ma anche io ho le gambe ormai stanche per cui rallento un po´ per non restare senza benzina sul piu´ bello. Ultimi 2 km un po´ in crisi ma santa croce e´ li non mi posso fermare arrivo in 3.40.18 sono strafelice e dalla gioia potrei continuare a correre. Vedo arrivare Debora che nonostante i problemi di un anno costellato di infortuni e una preparazione a dir poco precaria sfiora le 4 ore e dalla sua faccia poco provata capisco che poteva fare di piu. Le emozioni piu´ belle attraversare la strada e tagliarla a non so quanti podisti che imprecavano per dare il 5 al mio Paolo ad Alessia e Iosella e sentirsi incitare da amici e sconosciuti che leggevano oristano sulla maglia. La sera grande abbuffata tutti insieme dove ognuno racconta la sua gara e fa propositi per la prossima, potrei rientrare a nuoto ma decido che forse e´ meglio lasciar perdere. Va bene cosi. |
|
||||||||||